La Fontana delle Coste. Il Sedano Nero di Torricella Peligna
Fino alla seconda guerra mondiale, Torricella Peligna era concentrata nel quartiere delle Coste la parte più alta e la più antica del paese, la più povera e anche la più disastrata dagli eventi bellici. La guerra ha cambiato la fisionomia del quartiere distruggendo il palazzo baronale. “Nulla oggi racconta le bellezze di un tempo - ricorda Lelio Porreca in “Passeggiata in Abruzzo” - se non il panorama dal cerchio perfetto che ammira la grandiosità dalla Maiella alla valle del Sangro con Monte Pallano e fino alle rive dell’adriatico”.
Dalle intemperie del tempo e dalla devastazione dell’ultima guerra, si è salvata a valle del paese la rurale Fontana delle Coste che continua a zampillare acqua, una testimonianza della ricchezza di acque sorgive di Torricella. La struttura ottocentesca è la testimonianza di un manufatto della civiltà contadina con alcune piccole decorazioni. Le due grosse vasche raccolgono l’acqua da tre cannelle che si convoglia prima nei due lavatoi e poi si riversa sugli orti circostanti dove si coltiva prevalentemente il sedano nero.
L’ortaggio è, per ora, una coltivazione di nicchia, ma si sta facendo strada sulle tavole, con la preparazione di piatti gustosi del territorio e nei ristoranti. Ha un sapore più forte e amarognolo rispetto al sedano bianco e lo si può utilizzare nella preparazione di marmellate e di condimenti simili al pesto. Non solo, il sedano nero lo si abbina per creare ricette sfiziose con la porchetta e anche per la preparazione della birra. Per ora è commercializzato solo da alcuni coltivatori ma grazie ad uno studio dell’università dell’Aquila e alla conservazione del suo seme nella banca del germoplasma del Parco Nazionale della Maiella a Lama dei Peligni, il Sedano Nero di Torricella si avvia a diventare un prodotto gourmet d’eccellenza del territorio.
[Crediti | Testi: Ottavio Di Renzo De Laurentis | Voce e musica: Red Sprecacenere, Studio Qreate | Foto: Laura Di Biase]