La Torre della Memoria in ricordo dei Caduti civili della guerra 1940 - 1945. Il Monumento alla Pace
“Alle vittime civili della guerra 1940 - 1945 – perirono da martiri sulla sconvolta terra natale - il loro sacrificio sia di monito per la difesa della pace”. Sono 110 i nomi dei figli di Torricella Peligna che sono incisi sulla Torre della Memoria, un’ara di pace, che si innalza simbolicamente nel punto più alto del paese dove un tempo sorgeva il Palazzo Ducale, distrutto durante la seconda guerra mondiale dai tedeschi. Sul crinale che domina il paese passava la Linea Gustav, un confine militare difensivo organizzato dall’esercito di occupazione nel 1943 per contrastare l’avanzata degli Alleati. Le bombe non cancellarono solo la memoria storica dell’abitato, ma provocarono la morte di vittime civili di ogni età.
La Torre della Memoria è stata progettata nel 1950 da Walter Sibona e inaugurata nel 1961. È alta circa 20 metri, la sua base è in pietra cesellata dove sono scritti i nomi delle vittime. È interamente in cemento ed ha la forma di un tronco di piramide a base quadrata. È un faro che si illumina durante la notte e la sua luce ricorda in ogni ora la tragedia degli innocenti che persero la vita non solo sotto i bombardamenti, ma anche per gli efferati eccidi di persone inermi come le 42, per lo più bambini ed anziani, uccise nella notte del 21 gennaio 1944 in contrada Sant’Agata, mentre a Contrada Riga nella masseria di “Mascitte” ne furono trucidate 11. Al fianco della Torre è stato collocato un “Monumento alla pace” opera di Guglielmo Coladonato dedicato alle vittime degli eccidi di Sant’Agata e Riga.
Il 30 Marzo del 1976 Torricella Peligna è stata insignita della “Medaglia di Bronzo al Valor Militare” nella cui motivazione si legge che: “Per oltre nove mesi oppose fiera resistenza alla tracotanza delle forze tedesche e fasciste di occupazione. La popolazione sostenne apertamente e validamente la formazione del Gruppo Patrioti della Maiella ed alla intimazione di evacuazione dell’abitato oppose netto rifiuto. Sacrifici sofferti in vite umane barbaramente stroncate, deportazioni, vessazioni e distruzioni di ogni sorta non valsero a piegare la resistenza. Nella lotta partigiana i suoi cittadini seppero dare generoso ed efficace contributo di combattenti di sangue e di valore alla causa della libertà della Patria”.
[Crediti | Testi: Ottavio Di Renzo De Laurentis | Voce e musica: Red Sprecacenere, Studio Qreate | Foto: Laura Di Biase]